Scorre oro colato al termine dei 94 minuti dalle parti dell’inzuppato Renzo Barbera. Tali infatti sono da considerarsi i tre punti ottenuti dalla capolista, meritevole nel fare suo l’atteso derby con l’ACR Messina. Una gara giocata con il piglio giusto quella dei rosa, nonostante una certa macchinosità di manovra nel corso del primo tempo. Il Palermo voleva dare risposte, a se stesso ancor prima che ai suoi tifosi, se non allarmati di certo un pizzico in ansia dopo le ultime due uscite grame di punti. E la missione è riuscita in pieno, soprattutto se si considera l’emergenza dovuta alle tante defezioni con cui Pergolizzi ha dovuto fare i conti.
SPUNTATI MA IN PALLA
Ripetiamo che, mancando gente del calibro di Sforzini, Ficarrotta, Lancini e Crivello, il gap tecnico con certe squadre del girone non può che accorciarsi. Se a questi poi, nel derby contro i peloritani si aggiunge il mancato impiego dal primo minuto dell’influenzato Ricciardo, ecco spiegati i mugugni del Barbera. Senza un vero terminale offensivo, il Palermo a secco di gol da 180 minuti inquietava un tantino. Fortunatamente, è stata la giusta predisposizione mentale della squadra, la buona vena del talentuoso Felici e un avversario forse un tantino sopravvalutato a confezionare la vittoria.
E’ TORNATO IL PALERMO
Dicevamo di Felici, in occasione del derby rabbia e furore agonistico al servizio della squadra. Un vero trascinatore, oggi, il biondino romano, finalmente capace di essere mortifero anche in zona gol. Quello che, a metà ripresa manda in estasi i 13.000 presenti, ammutolendo di contro i circa 400 messinesi sistemati nello spicchio superiore della curva sud. Un successo che ha avuto nel numero 75 l’uomo partita, ma frutto, a onor del vero, del lavoro di una compagine tornata a fare gruppo. Compatta, decisa e funzionante come quella ammirata fino al Corigliano.
KRAJA JOLLY PREZIOSO
Si potrebbe cercare il pelo nell’uovo, ravvisando la giornata, diciamo, poco lucida di Santana. Eppure, nonostante ciò, l’argentino al 27′ della ripresa è uscito comunque tra gli applausi. Segno che, quando la maglia la si suda il più è sempre fatto. Bravo anche Kraja, il cui bolide stampatosi sulla traversa rappresenta il maggiore pericolo costruito dai rosa nel primo tempo. La vocazione offensiva del mediano albanese ne fanno un elemento fondamentale in certe criticità tattiche.
MARTIN TORNA A RAGIONARE
Così come da segnalare è la prova positiva di Accardi, chioccia ideale per far giocare con tranquillità al suo fianco il bravo Peretti, autore in difesa di una prova priva di sbavature. Un Palermo tornato vincente anche grazie all’apporto di Martin, tornato nel derby ragioniere del centrocampo e di Martinelli, questa volta schierato dal suo allenatore più in versione diga. Sulle fasce, pochi problemi nell’elastico attacco difesa per il rientrante Doda e per Vaccaro, con quest’ultimo un tantino più disinvolto.
Tre punti che permettono al Palermo di preparare con serenità ancora maggiore l’insidiosa trasferta di Giugliano, sconfitto di misura in casa del Savoia secondo.
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